ESCURSIONI DELLA COLLINA

Esplora la bellezza naturale di Solto Collina attraverso percorsi di vario livello.

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Turismo

Alle falde del creò

Durata: 2 ore

Lunghezza: 5 km

Dislivello: 350 mt D+

Difficoltà: media

Il percorso, relativamente corto e per lo più all’ombra vi permette di camminare sotto al Creò in quella che era la strada commerciale di Novale. La partenza del percorso è dall’abitato di Fonteno e il consiglio è di parcheggiare in via Palma il Vecchio, vicino al Campo Sportivo.

Da questo parcheggio, torneremo salendo sulla strada veicolare, e ci incammineremo per circa 500 metri lungo la Provinciale che scende a Solto Collina. Passato questo breve tratto, sulla destra prima del cimitero troveremo una stradina cementata con piccoli scalini che scende verso l’abitato di Xino. Altri 300 metri e dietro la curva troveremo un ponticello che passa sopra ad una valletta. Poco oltre, in località Stalì, scende sulla destra la strada cementata che ci porta verso Novale. Il consiglio però che vi diamo è, prima di imboccare la strada per Novale, di percorrere ulteriori 300 metri e di visitare il borgo di Xino. Noterete la seicentesca chiesetta di S. Carlo e le fontane con involto in tufo site in località Vanina.

Scendendo dalla strada per Novale, arrivati a fondo valle, attraverseremo il ruscello, e inizierà la nostra salita che ci porterà di fronte alla Tenuta Novale. Aggireremo la costruzione principale tenendo la destra e poco dopo, sempre sulla destra, inizia il nostro percorso nella natura. Proseguiremo sempre in salita tra i boschi di ceduo fino alla fresca sorgente della Sòrgia che sgorga sotto un grosso masso. Proseguiremo sempre dritti fino ad arrivare ad una sbarra che impedisce il passaggio ai motocicli. Da qui proseguiremo dritti arrivando a incrociare il sentiero CAI 568. Per chi vuole, è possibile con una ulteriore salita raggiungere la cima del Creò. Il nostro itinerario invece svolta verso destra e in discesa raggiungeremo il fondovalle dove la valletta regala qualche scorcio fotografico molto scenografico. Attraversato il ponticello raggiungeremo la strada soprastante in località Lof e ritorneremo poi verso il paese passando dalla antichissima Fontana del Coren e giungendo nella Piazza Ongaro da cui sarà molto semplice raggiungere il parcheggio di partenza.


La panchina gigante

Durata: 3 ore

Lunghezza: 8,5 km

Dislivello: 600mt D+

Difficoltà: media

Parcheggiate in uno dei parcheggi gratuiti del paese. Si parte da Riva di Solto all’incrocio tra via Ronchi e via papa Giovanni XXIII, in prossimità del parcheggio. Noterete un sentiero che costeggia la valletta di San Rocco e che dovrete attraversare da lì, il sentiero CAI 567 o CM1, sale rapidamente su strada lastricata e mulattiera e porta alla frazione Zangolo (m 332) dove al bivio salirete a sinistra. Sbucati su una stradina cementata si deve scendere un 20 metri e si nota poi il nuovo imbocco del sentiero che continua a salire fino a raggiungere l’abitato di Xino (m 445). Alla piazzetta, 50 metri dopo la chiesetta, bisogna sempre proseguire dritti, passando accanto alle vecchie fontane con involti in tufo, poi su strada asfaltata e ripida sbuchiamo sulla carreggiata stradale. Facendo attenzione la costeggiamo fino alla piazza di Fonteno (m 615) distante 500 metri.

Dalla Piazza Ongaro Parroci, si sale in via campello verso il municipio, di fronte a esso si prende a destra via papa Giovanni XXIII fino all’imbocco del vecchio collegamento che portava a Solto Collina. In ogni caso il percorso è anche segnalato dai cartelli che conducono alla panchina. Attraverso questa antica via di collegamento raggiungerete la panchina che noterete sulla vostra destra. Dopo averne ammirato la vista panoramica sul trenta passi proseguiamo scendendo. Sbucheremo sulla strada che collega Solto Collina a Fonteno in località Sales. Facendo attenzione, attraversiamo la carreggiata e proseguendo verso Solto Collina sulla destra troviamo un imbocco segnalato anche dal cartello “Sentiero Natura del Sebino”. Lo prendiamo e scendiamo fino ad arrivare all’inizio del borgo di Solto basso. Appena entrati nell’area edificata dobbiamo girare a destra e prendere via madonna del prato che scendendo ci riporta in località Zangolo.

Da qui il percorso a ritroso ci riporterà a Riva di Solto.

Approfondimento

La nostra panchina è la seconda installazione della nostra zona. Nel comune di Rogno (loc. Spiazzi) è stata posizionata la prima panchina gigante e sul sito www.bigbenchcommunityproject.org potete vedere l’elenco aggiornato delle nuove installazioni. La nostra panchina prende dal lago il colore blu mentre il verde dalla natura circostante.


Panoramica - Valle del Freddo

Durata: 3 ore

Lunghezza: 10,5 km

Dislivello: 600mt D+

Difficoltà: facile

 In questo itinerario passeremo faremo una passeggiata molto dolce che ci farà conoscere alcune peculiarità del nostro territorio. Da un lato la parte panoramica con il lago con il suo clima mite e ventilato, dall’altro lato la parte che ci porta ai lati della riserva naturale della Valle del Freddo. Questo nome deriva dalla caratteristica particolare del suo clima dovuto alle fonti di aria fredda che fuoriescono dal suolo.

Per accedere a questo itinerario vi consigliamo di parcheggiare nei pressi di via degli apostoli a Solto Collina, oppure di parcheggiare a Riva di Solto nella sua frazione di Zorzino (per esempio in via principale di fronte alla chiesa) e salire in via degli apostoli tramite via crebolo.

La partenza di questo itinerario parte dal comune di Solto Collina in via degli apostoli 31. Qui noterete i cartelli “Sentiero Natura del Sebino”, Sentiero Agrituristico del lago d’Iseo”. Prendete la strada sterrata (Sentiero CAI 565) in leggera salita a proseguite sempre dritti. Subito vi troverete sulla sinistra un sentiero che sale e porta a San Defendente ma che noi percorreremo dopo scendendo. Quindi proseguendo dritti troveremo sulla destra una panca da pic-nic e poi un capanno di caccia fisso. Continuando nella nostra direzione capiremo il motivo che induce i locali a chiamare questo sentiero “la panoramica”. Tra un arbusto e l’altro sono numerosi gli scorci che si aprono sul lago d’Iseo. Troveremo delle deviazioni a destra che sono i due collegamenti che portano a lago alla frazione Grè di Solto Collina. Proseguendo la nostra strada arriveremo su una collinetta denominata “il Balot”. Prende questo nome dal dialetto bergamasco che indica il sasso. Proseguendo dritti incomincerà una discesa su strada lastricata. Da qui al primo incrocio prenderemo la strada che sale a sinistra e ci porterà a scollinare. Una volta scollinato inizieremo a scendere leggermente fino a quando sulla sinistra entreremo nel sentiero che conduce alla valle del freddo. Qui saremo immersi dalla natura e non sarà difficile avere incontri con animali tipici della riserva. Sulla nostra sinistra noteremo gli abitati di Sovere Pianico e poi la zona industriale di Endine. Passato questo continuo saliscendi inizierà una salita che ci porterà a lambire l’abitato di Esmate. Da qui andremo verso il cimitero di Esmate che sorpasseremo fino ad arrivare alla santella della Madonna di Pompei, nella frazione di Esmate; dietro la quale si trova il sentiero 565C che porta all’eremo di San Defendente. Uno dei punti di vista più panoramici del lago d’Iseo. Dietro la chiesetta sotto l’area pic-nic partono più vie che si collegano tutte alla direttissima (attenzione anche ripida) che ci porta nuovamente sul sentiero 565 da cui siamo partiti. Percorremmo i 200metri che ci mancano per tornare all’inizio del percorso.


Alla scoperta del Bogn

Durata: 2 ore

Lunghezza: 4 km

Dislivello: 300mt D+

Difficoltà: medio con salita molto ripida

Quello che proponiamo è un giro ad anello relativamente corto ma abbastanza impegnativo a causa della ripidità del terreno. La difficoltà della salita viene ripagata dagli stupendi scorci che si avranno sull’orrido. La vista è mozzafiato ma non adatta a chi soffre di vertigini e sconsigliata ai bambini poiché ci sono tratti non protetti.

Vi consigliamo, dopo aver parcheggiato in uno dei parcheggi della nostra cittadina, di scendere in paese e dalla piazza del porto incamminarvi sul lungolago in direzione della chiesa parrocchiale. Proseguite dapprima nel Giardino Zenti e poi sulla passeggiata degli ulivi, di cui capirete presto il motivo della nomenclatura. Quando non camminerete più sul marmo locale estratto dalle cave di Grè (Solto Collina) sarete nei pressi del bogn. Proseguite dritti su quella che era la vecchia strada lacuale, costruita nel 1910 su volere dell’allora sindaco Martinoni, attualmente sostituita per il transito veicolare dalla galleria che vedrete alla vostra sinistra. Passato l’anfiteatro naturale del bogn entrerete in una piccola galleria dalla cui uscita ammirerete lo spettacolo della natura quale è l’insenatura del bogn, antico porto commerciale naturale. Soffermatevi sul ponte ad ammirare i lastroni che caratterizzano il nostro luogo. Qui in estate non è raro trovare degli impavidi tuffatori che vedrete lanciarsi nel Sebino direttamente dalla ex strada.

Proseguite fino ad arrivare al termine dell’area chiusa al traffico del bogn ove c’è una piccola spiaggetta soleggiata prevalentemente al mattino. Qui, fate molta attenzione, dovrete proseguire costeggiando la carreggiata fino a quando sulla vostra sinistra noterete una santella. La nostra salita, su sentiero, inizia proprio accanto a essa. Salite dal ripido sentiero che inizialmente è immerso nella vegetazione mantenendo sempre la sinistra. Vedrete presto punti panoramici uno più bello dell’altro. Quando la salita sarà terminata sbucherete sul sentiero 565 che i locali chiamano “la panoramica”. Dovrete andare a sinistra, passerete accanto a un capanno e poi ad un tavolo da pic-nic dove se volete potrete sostare un attimo. La grande salita è terminata, ora inizierete a scendere per ritornare in paese costeggiando l’altro lato dell’orrido. Dopo la panchina proseguendo sbucherete su una strada asfaltata (via degli apostoli). Girete a sinistra e percorreremo la discesa asfaltata che, dopo 2 tornanti, ha sulla sinistra un sentiero costeggiato da vegetazione. Prendetelo e passerete a monte dell’abitato di Zorzino fino a quando non tornerete su un piccolo tratto di cemento un po’ sconnesso. Appena 100 metri dopo troverete sulla sinistra una via erbosa che scende e che, costeggiando l’orrido vi porterà, dopo un po’ di selciato e qualche gradone nuovamente sulla passeggiata degli ulivi. Da qui potrete tranquillamente rientrare in paese.

“Se non hai visto il bogn da qui, non hai mai visto il bogn.” Gian


Sulle tracce della battaglia di Fonteno

Durata: 4 ore

Lunghezza: 14 km

Dislivello: 850 mt D+

Difficoltà: media

Questo itinerario parte dalla piazza di Fonteno. Potete parcheggiare nelle aree di sosta vicino al campo sportivo di Fonteno (a sinistra scendendo appena prima di Piazza Ongaro) . Muniti di acqua alla fontanella sulla Piazza ci incamminiamo verso via Campello. La percorreremo tutta fino a quando la strada diventerà lastricata. Questo è l'inizio della mulattiera del Torrezzo lungo la quale troveremo il Santello una piccola chiesetta alpestre. Al primo bivio verso località Pradetù terremo la destra sempre salendo. Pochi metri dopo incontreremo un secondo bivio in cui terremo la sinistra percorrendo un tratto pianeggiante. Se avessimo proseguito a destra saremmo saliti verso l’ex agriturismo “La Flora”, che attualmente non è più aperto(Prendendo questa diversa direzione è possibile accorciare l’itinerario dimezzandone la lunghezza ma non il dislivello.) . Continuando arriviamo a uno spazio di sosta coperto dove è possibile, attraverso i pannelli informativi, conoscere gli abissi che sono stati scoperti nel sottosuolo della valle. L’esplorazione +è condotta da vari gruppi speleo sotto l’egida della Associazione Sebynica (www.sebynica.com) che sta cercando di sviluppare la tracciatura di questo complesso carsico che attualmente non è accessibile al pubblico, ma che potrebbe divenire in futuro sia una grande attrattiva turistica. Continuando poi troveremo un nuovo cartello informativo sulle grotte nei pressi di una cabina Enel e da qui ci addentreremo in bosco di abeti sbucati dal quale saremo quasi arrivati alla punta del Colletto, che raggiungiamo attraverso una strada bianca. Alla fine di essa troveremo un geolabio. Scendiamo sulla strada asfaltata e tenendo la destra incontriamo il monumento ai Caduti della Battaglia di Fonteno. Da qui si deve proseguire verso destra. Si proseguirà seguendo il sentiero CAI 568 che dapprima ci porterà vicino al monte Torrezzo da cui poi inizierà la nostra discesa verso il Monte Boario. Qui troveremo una piccola Santella e proseguendo la discesa attraverso il sentiero in direzione Fonteno arriveremo nuovamente alla piazza del paese.

Approfondimento

Nel corso della Resistenza i Colli di San fermo assunsero particolare importanza strategica perché permettevano il controllo dei transiti di truppe tedesche lungo la Strada Statale del Tonale nel tratto che percorre la Val Cavallina. La Statale del Tonale era una delle più importanti vie di comunicazione fra il Nord Italia e la Germania. Per questa ragione la presenza di truppe partigiane rappresentava un grave elemento di disturbo. I colli di San Fermo erano presidiati dalla 53° Brigata Garibaldi “Tredici Martiri di Lovere”, guidata dal comandante Giovanni Brasi (Montagna) e composta da circa 75 uomini ben armati grazie a un aviolancio alleato. La battaglia di Fonteno del 31 Agosto 1944 è un’azione di risposta al rastrellamento nazifascista operato per liberare due ufficiali tedeschi e il loro interprete che erano stati catturati tre giorni prima a Solto Collina e rinchiusi in una baita presso la località Casini. Si tratta di una delle prime azioni belliche campali condotte dai partigiani e condusse alla ritirata delle truppe nazi-fasciste che avevano rinchiuso gli abitanti nella Chiesa, minacciando di bruciare il paese e di uccidere l’intera popolazione.


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Ultimo aggiornamento
16 febbraio 2024